Inizio questa nuova stagione con una domanda banale: quante icone hai sulla schermata del tuo telefono? Probabilmente decine, forse anche un centinaio. Una per la banca, una per ordinare la pizza, una per i messaggi, un’altra per i biglietti del treno. Siamo abituati così, a saltare da un’icona all’altra come se fosse la cosa più naturale del mondo. Ma se ti dicessi che i Cina fanno tutto con sola applicazione? E quando dico tutto intendo proprio tutto!
Oggi voglio parlarti del perchè qualcuno vorrebbe un’app unica per tutto, dell’esempio di WeChat e del perché uno come Elon Musk sta lavorando in quella direzione.
Ma soprattutto voglio riflettere con te per capire se questa sia una comodità irrinunciabile oppure l’inizio della fine della nostra libertà digitale.
Ascolta “L’App Universale” su Spreaker.
Ma come si arriva a creare una cosa del genere? Facciamo un salto nel 2010. In Cina domina un colosso chiamato Tencent, famoso per un programma di messaggistica per PC che si chiamava QQ. Il mondo si stava spostando velocemente sugli smartphone e Tencent capisce di dover agire. Affida il progetto a un piccolo team guidato da Allen Zhang e nel gennaio 2011 nasce Weixin, che noi conosciamo come WeChat.
All’inizio era “solo” un’app per mandare messaggi e foto, un po’ come WhatsApp. Ma la svolta arriva nel 2013 con l’introduzione dei “Micro-programmi” e, soprattutto, di WeChat Pay. E così in Cina il passaggio dal contante al digitale ha saltato completamente la fase delle carte di credito: sono passati dai contanti direttamente allo smartphone. WeChat ha capito che se offriva alle persone un modo semplice per pagare la spesa o la bolletta senza uscire dall’app avrebbe vinto su ogni concorrente. E così è stato. In pochi anni, hanno integrato taxi, prenotazioni mediche, giochi e persino i documenti governativi. È diventata quella che viene definita una “Super App”.
Definire oggi WeChat un’app di messaggistica sarebbe come dire che una Ferrari è “un mezzo con quattro ruote”. È vero ma è anche molto riduttivo. Senza WeChat in Cina praticamente non esisti. Non la usi solo per scrivere a tua madre. La usi per pagare il parcheggio o per mostrare i tuoi documenti d’identità in aeroporto. È un ecosistema dentro il telefono.
È la comodità assoluta. Non devi ricordare mille password, non devi registrare i tuoi dati ogni volta. E se ti serve qualcosa è già lì.
Ma qui arriva la prima riflessione. Cosa succederebbe se quella singola app decidesse di chiuderti fuori? Se per un errore dell’algoritmo o per una scelta politica il tuo account venisse sospeso? Non perderesti solo i messaggi. Perderesti il portafoglio, l’identità, la possibilità di vivere la tua vita sociale oltre che quella digitale.
Perché ti racconto tutto questo? Perché questo modello sta solleticando l’appetito di qualcuno. Forse avrai seguito le vicende di Elon Musk e dell’acquisto di Twitter, ora diventato “X”. Musk non ha mai nascosto la sua ammirazione per WeChat e il suo obiettivo dichiarato è trasformare X nella prima “Everything App” occidentale, cioè nella prima app tuttofare di questa parte di mondo.
Si potrebbe pensare che Musk voglia farci un favore ma i veri motivi sono altri: sono il controllo e i dati. Se tu fai tutto dentro la mia piattaforma, io so tutto di te. So cosa compri, dove vai, quali sono i tuoi problemi di salute e quali i tuoi gusti politici. In un mondo dove i dati sono il nuovo petrolio, chi possiede l’App Unica possiede il giacimento più grande del mondo. Ma noi, qui in Europa, siamo pronti a questo? Ora che la parola GDPR non sembra più una parolaccia vogliamo davvero buttare tutto nel cestino, farci profilare in tutto e per tutto da un soggetto solo per pigrizia e comodità? Ancora più di quanto già non permettiamo che facciano? E se le aziende devono rispondere al Governo di provenienza cosa succederebbe se un Presidente ordinasse il blocco dei tuoi account? Questo lo sappiamo già: ti troveresti bloccato.
E non è paranoia questa: è successo al Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale che si è visto bloccare gli account lavorativi da Microsoft a causa delle sanzioni imposte da Trump alla stessa corte.
Ovviamente è una sintesi estrema. Questo fatto però ha anche aperto la strada alla migrazione dei sistemi: la Corte ha iniziato a utilizzare soluzioni aperte e indipendenti da aziende americane. E tutta l’Europa sta seguendo l’esempio. Finalmente.
Spesso ci lamentiamo della frammentazione, cioè del fatto di avere le cose sparse tra le varie applicazioni. L’ennesima registrazione, l’ennesima app. Lo capisco, è frustrante. È lo stesso fastidio che proviamo quando dobbiamo portarci dietro più chiavi ingombranti invece di averne una sola che apre tutto.
Però, pensaci bene. Le diverse chiavi sono la nostra protezione. Se perdi la chiave della cantina, puoi ancora entrare in casa. A patto di non averle tutte insieme, ovviamente.
La tecnologia oggi ci sta spingendo verso la centralizzazione estrema in nome della cosiddetta “User Experience“, cioè dell’esperienza e della facilità d’uso. Ma la facilità d’uso spesso è il cavallo di Troia per il controllo totale.
So bene che il paragone con le chiavi è un po’ forzato e che abbiamo tutti il mazzo di chiavi di casa dove ci sono anche quella del garage, della cantina e del portoncino di casa. Ma è l’esempio che mi è sembrato più pratico.
Guarda il tuo telefono stasera. Ognuna di quelle icone rappresenta un pezzetto della tua libertà di cambiare fornitore. Non mi piace più Google drive per salvare i documenti? Cambio fornitore e cambio app.. Il lettore di PDF ha troppa pubblicità? Lo cambio. La mia banca non mi soddisfa più? Apro un conto da un’altra parte e cambio app.
Sono esempi banali ma credo che rendano molto bene l’idea. Nell’App Unica la tua libertà di scelta è molto più limitata. E finchè si tratta del lettore di PDF non ci sono grossi problemi. Ma per il resto o accetti le regole del padrone di casa, o sei completamente fuori dal sistema.
Oggi sono veramente poche le App senza una degna alternativa anche se purtroppo alcune continuiamo ad usarle perchè le usano tutti. L’esempio più immediato è sicuramente WhatsApp: con tutti i suoi problemi di sicurezza e privacy continuiamo ad usarla perchè tutti i nostri contatti la usano ignorando alternative più solide e sicure. A volte invece lo facciamo perchè siamo restii al cambiamento, ma questo è un altro discorso molto più lungo e psicologico che non sono in grado di affrontare.
Ma la domanda che dovremmo porci è questa: siamo sicuri che risparmiare qualche secondo per entrare valga il rischio di dare a un’unica azienda le chiavi della nostra intera esistenza?
La tecnologia è bellissima quando ci serve, ma diventa pericolosa quando ci inghiotte. E secondo me quel pesante mazzo di chiavi in tasca non è poi così male.
Credo che sia la prima volta che mi senti demonizzare una tecnologia: ma purtroppo non riesco a trovare aspetti positivi importanti che possano giustificare l’adozione di un sistema del genere. Se una società creasse una super app con dentro tutti i suoi servizi e prodotti non avrei nulla da ridire: sarebbe una cosa logica e sensata. Avremmo comunque la possibilità di scegliere se usarla o meno.
Ma non sono assolutamente d’accordo a una super app con dentro tutta la mia vita e senza la quale non potrei fare nulla nemmeno nel mondo reale.
Ma come sempre si tratta solo della mia opinione e sono curioso di conoscere la tua!
Per questa puntata mi fermo qui. Prima della citazione del giorno ti ricordo che se hai domande, suggerimenti o precisazioni scrivimi su Telegram o mandami una email dalla pagina dei contatti.
E se questo inizio di stagione ti è piaciuto, condividi l’episodio! È il modo più semplice per far crescere questo progetto.
“Chi possiede tutti i mezzi, possiede anche tutti i fini. (Friedrich von Hayek)”
Fonti
- Come funziona WeChat (Smart World)
- Una Super App per il mercato occidentale (Il Post)
- Il Parere dei Garanti Europei sulle Super App (Garante Privacy)
- Caso ICC e sovranità digitale (Agenda Digitale)
- Friedrich von Hayek (Wikipedia)
Links
Contatti
- Il canale Telegram per rimanere sempre aggiornato e commentare
- Scrivimi!
- BioLink (Link tree)
- Gruppo Telegram Luino: so che non ti interessa, ma fammelo spammare lo stesso 😁
Musiche
- Soundtrack di Kevin MacLeod, da incompetech Music Search. (Creative Commons BY4.0)