Cosa sono i Deep Fake?

di | Giugno 18, 2025

In una delle ultime puntate dell’anno scorso ho accennato ai deep fake e al fatto che avessi in bozza da tempo una puntata per parlarne.

Ho deciso però di riscriverla totalmente per attualizzare il discorso con gli eventi degli ultimi mesi.

La faccio semplice: un deep fake è quello che una volta poteva essere chiamato foto o video montaggio. Le differenze sostanziali sono la velocità e la precisione con i quali oggi possono essere creati. Ma la cosa più preoccupante sta nella facilità di realizzazione. Servono davvero poche competenze tecniche per creare un qualcosa di accettabile e credibile ad un occhio distratto. E l’occhio distratto è proprio quello che abbiamo più o meno tutti quando scrolliamo video e foto sui social. E proprio quell’occhio distratto è quello che condivide e spaccia per vero ciò che non lo è. Questo vale per i deep fake ma anche per le sempre presenti fake news.


Ascolta “Cosa Sono i deep fake?” su Spreaker.

 

Ma torniamo in tema: ti sarà capitato di guardare Striscia la Notizia e vedere i nostri stimati politici che cantano. Bene: quello è un facile esempio di deep fake. Innocuo ma pur sempre un deep fake. E non c’è nulla di male in tutto questo, ci mancherebbe!

Ora proviamo a fare un gioco: immagina di prendere il tuo bel faccione e di metterlo al posto di quello di Harrison Ford in Indiana Jones. Sarebbe divertente e palesemente falso. Oppure metti quello del tuo bambino su un personaggio qualsiasi di Harry Potter: ne sarebbe felicissimo e lo farebbe vedere a tutti i suoi amichetti. E perchè no: immagina due politici avversari mentre giocano insieme a briscola.

Usi innocenti ma soprattutto innocui e palesemente falsi. Ma ora facciamo un gioco diverso: immagina il tuo faccione e la tua voce inserite in contesto scabroso e lontano dal tuo modo di vivere, il tuo bambino inserito in un video pedo pornografico e i due politici che fanno una chiamata alle armi e alla violenza. Non è più così divertente purtroppo.

Questi esempi mi servono per dire una cosa molto semplice e banale: la tecnologia non è buona o cattiva. Dipende sempre l’uso che ne fai. Un po’ come la macchina che usi ogni giorno: può essere un mezzo di trasporto come un’arma letale se lanciata sulla folla.

 

La cronaca è purtroppo sempre più ricca di notizie sull’uso distorto e criminale di queste tecnologie: passiamo dal recente caso della signora francese truffata dal falso Brad Pitt che le mandava foto e video, ai falsi nudi della cantante Rose Villain al Presidente Mattarella che consiglia di investire in criptovalute come ti ho raccontato in uno scorso episodio.

Ma voglio riportarti anche un esempio di deep fake difensivo: Sika Moon è una creatrice di contenuti per adulti. Volontariamente scambia il suo viso con uno generato dal computer per proteggere la sua privacy ed evitare stalker. Questo per rimarcare che la bontà di uno strumento dipende da come lo usi!

Un altro uso lecito e sopratutto redditizio dei deep fake è quello fatto per creare Aitana Lopez. Aitana è una influencer che non esiste, generata totalmente tramite intelligenze artificiali generative ma che muove migliaia di dollari al mese attraverso sponsorizzazioni su Instagram. Dietro di lei c’è un’agenzia che la crea, la dirige e la vende con successo.

In Italia la prima è stata Francesca Giubelli: influencer virtuale creata un paio di anni fa che sta addirittura tentando una carriera politica. Ma anche Anna Luce d’Amico ci sta provando come candidata sindaco di Taranto.

Ora: non sono pratico di pubblica amministrazione e partiti politici ma immagino che il candidato debba esistere per candidarsi. Quindi mi chiedo queste iniziative cosa possano avere di concreto al di la di una provocazione che fatico anche a capire. Se ti interessa approfondire la tematica delle influencer artificiali nostrane fammelo sapere e cercherò di fare un episodio dedicato.

Ma c’è modo di difendersi preventivamente dall’uso della propria immagine nei deep fake? Purtroppo no. Seminiamo nostre foto e video ovunque sui social e questo materiale può essere preso e riutilizzato senza consenso. O meglio: il consenso dovrebbe essere chiesto ma è chiaro che un malintenzionato non lo farà mai. Da qualche anno la mia voce è in questo podcast ed è tutto materiale che un malintenzionato potrebbe usare per farmi dire cose scomode. Magari abbinato ad un video cucinato a puntino partendo dalle mie foto su Instagram o Facebook. Perchè se è vero che bastano pochi minuti di registrazioni per fare un audio credibile nel caso dei creatori di contenuti si può raggiungere la perfezione con le ore di registrazioni pubblicate.

Quindi se mi trovi in qualche spot strano avvisami: magari mi sono venduto di proposito. O magari no!

Scherzi a parte non ci resta che mantenere alta la guardia e allenarci a guardare tutto con più attenzione. A volte possono esserci dettagli piccoli ma rivelatori. Nei contenuti generati interamente dal computer presta attenzione alle dita di mani e piedi, alle scritte e alla messa a fuoco. Per quanto sia tutto in continuo miglioramento questi tre punti sono ancora un ostacolo per le intelligenze artificiali generative. Dita e unghie spesso hanno forme anomale, a volte sono addirittura più di 5 per arto. Le scritte sugli oggetti sono spesso poco omogenee o confuse e la messa a fuoco della foto è poco convincente. Questi dettagli sono sempre più precisi ma spesso sono ancora rivelatori: mentre Aitana Lopez rasenta la perfezione la stessa cosa non si può dire per foto generate in casa tra una puntata e l’altra di una serie televisiva.

Per quanto riguarda i deep fake video totalmente generati potresti trovare dei movimenti scattosi oppure in qualche frangente la comparsa di arti che svaniscono il fotogramma dopo. Guarda bene anche la sincronia audio e video: difficilmente il labiale corrisponderà alla voce. Spesso anche la durata è un campanello di allarme: una clip di pochissimi secondi può essere sospetta.

Questo vale soprattutto per le creazioni casalinghe: le foto e i video delle influencer artificiali che ti ho citato prima sono praticamente perfette: ottime risorse informatiche di partenza e una post produzione di livello sono in grado di creare questi piccoli miracoli artificiali.

Ma vale sempre un regola d’oro: se quello che vedi o senti ti sembra totalmente assurdo forse forse è perchè lo è davvero. E spesso una veloce ricerca potrà confermare che ti trovi davanti ad un falso. E mi raccomando: il consiglio sulla ricerca vale anche per le notizie che vorresti condividere sui social.

Per questa puntata mi fermo qui. Prima della citazione del giorno ti ricordo che su TecnoRiflessioni.com troverai i link di approfondimento di questo episodio. Se hai domande, suggerimenti o precisazioni scrivimi su Telegram o mandami una email tramite la pagina dei contatti.

“La verità esiste: solo la falsità deve essere inventata.”

(Georges Braque)

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